as a Teacher

Mia nonna mi diceva sempre: “Chi sa fa, chi non sa insegna”. Ecco, proprio per questo non ho cominciato a tenere centinaia di laboratori teatrali molto presto e anche adesso cerco di diluirli nel tempo. Formare avvicinando al teatro i grandi e i bambini è una bella responsabilità, come insegnante puoi cambiare la vita di un allievo ma ti puoi anche trovare a dover affrontare situazioni personali difficili e quando hai scoperchiato il vaso di Pandora può non essere molto semplice richiuderlo. Quindi: ATTENZIONE! Diffidate di scuole e scuolette produttrici di mini attori (con bambini e ragazzi non si fanno “spettacolini”, si lavora su di loro e sul gruppo, sulla fiducia e sul corpo , no pastorelli e fiorellini grazie) e sappiate che per un attore vero tenere un laboratorio di teatro è faticoso, in termini di costanza (attore vero= tournèe) e di preparazione, chi tiene cinque sei laboratori diversi a settimana non può farlo umanamente e professionalmente bene.

La mia scuola come formatrice è quella di Carlo Presotto, che è stato il mio primo insegnante e vicino al quale ho mosso i miei primi passi da attrice e insegnante di teatro. Poi ho rubato molto a tutti i grandi maestri con cui ho studiato negli anni ed ora ho un mio personale modo di approcciarmi al teatro come insegnamento, basato soprattutto sulla libertà creativa, sull’ascolto, sulla fiducia e sul lavoro corporeo. Molte scuole di ogni ordine e grado mi hanno avuto come “esperta” e credo siano state contente del lavoro.

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