Il cuscus della Marianna

 

il cuscus della Marianna

La Marianna ha 68 anni, è nata in Libia da genitori siciliani e dalla Libia è stata mandata via nel 1970, una settimana di preavviso ed è salita sulla nave col marito e suo figlio di due anni, le valigie con la biancheria (per fortuna le hanno lasciato la 1500) ed è arrivata al campo profughi a Napoli. Dopo otto giorni come le pecore è scappata a Vicenza e qui vive ancora.

Ho conosciuto la Marianna tramite suo figlio, che appena saputo del mio interesse per la cucina ha organizzato una sessione di cuscus a casa sua: lì mi sono trovata catapultata in un altro mondo, fatto di suoni odori parole diverse eppure familiari.

Ci vogliono quattro ore per fare il sugo, preparare i ceci e la cipolla, impastare la semola, cucinarla, ripassarla, cucinarla ancora, condirla e farla riposare: non è una pietanza per tutti ma neanche per pochi, impastando due chili di semola si “sfamano” da venti a trenta persone dotate di un appetito normale.

Mi ha molto colpito il personaggio della Marianna, forte e simpatica, umile nonostante il suo sapere, una donna antica ma aperta a tutto ciò che è nuovo: mi ha colpito così tanto che ho deciso di raccontarla in teatro.

Perchè?

Perchè la lezione di cuscus è interessante, è un sapere che si sta perdendo e credo sia giusto ricominciare a passare più tempo in cucina, chiaccherare finchè si prepara un piatto elaborato e poi gustarlo insieme, senza fretta. E la storia più bella da raccontare insieme al cuscus è proprio quella della Marianna, ambientata all’inizio al sole caldo della Tripolitania e poi nella nebbia della val padana, piedini di manzo da una parte e polenta d’orzo dall’altra (o viceversa).

E poi perchè non ne sapevo nulla, io, del colonialismo di Giolitti, della Cirenaica, di “Tripoli bel suol d’amor “, dei campi di concentramento italiani, del colpo di stato, dei beni confiscati, dei profughi sulle navi, dei rimborsi…

Perchè nessuno me l’hai mai raccontata questa storia?

Perchè è ancora troppo recente? O perchè è storia vecchia?

Perchè è un “argomento delicato”? Perchè ci vergognamo del nostro passato?

Allora la racconto io.

Credo che il senso del mio mestiere, il motivo per andare ancora a teatro dopo aver visto e sentito tutto sia rimasto questo: ascoltare storie, ridere e commuoversi con la vita di una persona sconosciuta, scoprire qualcosa di cui non sapevamo nulla, renderci conto di quanto ignoranti siamo, mantenere viva una memoria vera, ricordare e sapere.

Perchè i protagonisti ci sono ancora, vivi e vegeti e non occorre inventarsi nulla, basta ascoltarli e raccontarli. Sono preziosi e io non voglio che le loro storie vadano perdute.

Ci credo.

 

Se volete imparare a fare il cuscus, se volete sentire i racconti di una siciliana-tripolina-vicentina, se volete andare a teatro, se avete voglia di mangiare qualcosa di diverso e fatto con il cuore, se.

 

1 thought on “Il cuscus della Marianna

  1. Max

    Grazie per il coraggio di raccontare un pezzetto di storia che nessuno vuol più ascoltare
    Massimo
    Vicenza

    Reply

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